Il Katzenklavier, o “pianoforte a gatti”, è uno degli strumenti musicali più bizzarri mai concepiti nella storia. Sebbene non sia mai stato costruito, l’idea di uno strumento che utilizza i miagolii dei gatti per creare musica ha attraversato secoli di racconti, illustrazioni e leggende, catturando l’immaginazione di curiosi e studiosi.
Il concetto di Katzenklavier risale al XVII secolo, quando il filosofo e scienziato tedesco Athanasius Kircher (1602-1680) lo descrisse per la prima volta. Kircher, celebre per le sue opere enciclopediche e il suo spirito creativo, immaginò questo strumento come un organo, più che un pianoforte. La sua idea era tanto semplice quanto assurda: una fila di gatti disposti in base al tono del loro miagolio – con le code poste in corrispondenza dei tasti e delle corde – capace di creare melodie proprio come uno strumento musicale.
Kircher non fu il solo a fantasticare su strumenti del genere. Il suo allievo Caspar Schott, nel 1657, incluse un’illustrazione del Katzenklavier in un suo trattato, sostenendo che il maestro avesse progettato questa stranezza per curare un principe italiano caduto in depressione. L’idea era che le “musiche miagolate” dei gatti avrebbero stimolato una reazione emotiva capace di risvegliare il monarca dalla sua apatia. Peccato che – sempre secondo la leggenda – l’esperimento non ebbe successo!
Ma perché una simile assurdità? Sappiate che la scelta dei gatti non era casuale. Tra il XV e il XVIII secolo, i felini erano spesso associati a credenze oscure e superstizioni. Durante l’epoca della Caccia alle Streghe, i poveri micetti venivano considerati creature demoniache, simboli del male e della magia nera. È probabile che Kircher abbia sfruttato questa simbologia per rendere ancora più inquietante il suo racconto.
Molti ritengono che Kircher abbia inventato il Katzenklavier solo come esercizio narrativo. In uno dei suoi romanzi, l’autore lo presenta come una curiosità musicale, esaltandone la “musicalità” in modo apparentemente serio, ma con evidenti sfumature di black humor. Insomma: possiamo affermare con certezza che il Katzenklavier fosse solo una provocazione intellettuale e non un progetto reale!
– L’immagine in evidenza è stata generata con AI –
