In molti se lo chiedono, spesso al momento di ereditare o vendere uno strumento d’epoca: i tasti in avorio del pianoforte sono legali? La risposta è: dipende. Non solo dall’età dello strumento, ma anche dalla documentazione che lo accompagna.
In Italia, il punto di riferimento per le licenze (di trasporto o per fini commerciali) è il Nucleo Carabinieri CITES, l’autorità preposta al controllo sul commercio di materiali derivati da specie protette.
Facciamo un passo indietro.
L’avorio sulle tastiere dei pianoforti è stato introdotto agli inizi del XIX secolo dai principali costruttori francesi e inglesi, favoriti dalle rotte commerciali e coloniali verso le Indie, che ne facilitarono l’importazione. Insieme all’avorio, anche alcuni legni tropicali pregiati come mogano e palissandro divennero materiali d’uso comune, influenzando profondamente l’estetica del pianoforte romantico così come lo conosciamo oggi.
Oltre che per la sua bellezza, l’avorio era apprezzato per la grande lavorabilità e per l’eccellente porosità, qualità che regalava ai pianisti un feeling tattile straordinario durante l’esecuzione.
Fino alla metà del Novecento, l’uso dell’avorio per rivestire i tasti era molto diffuso, ma con l’aumento del bracconaggio e il drastico calo della popolazione degli elefanti, la comunità internazionale ha imposto normative sempre più stringenti per proteggere la specie.
Il 16 dicembre 2021 la Commissione Europea ha approvato nuove linee guida che hanno modificato e inasprito i regolamenti esistenti relativi al commercio dell’avorio, con l’obiettivo principale di combattere il bracconaggio degli elefanti e il traffico illegale.
Le norme, operative dal gennaio 2022, sono basate su una revisione dei Regolamenti 338/97 del Consiglio e 865/2006 della Commissione Europea.
Dunque, per importare, esportare e vendere un pianoforte con tasti in avorio, è obbligatorio disporre di certificato CITES e della documentazione storica che attesti la data di produzione dello strumento. In caso contrario, il trasferimento dello strumento – anche tra privati – è vietato per legge e può comportare sanzioni amministrative o penali, inclusa la confisca.
Per questo, Ciampi Pianoforti offre servizi di consulenza ad hoc per pianoforti che richiedano particolari attenzioni. In primis, è necessario valutare lo strumento nella sua complessità e nella sua storia, approfondendone documentazione – ove presente – ed ogni aspetto della costruzione. Successivamente, è necessario rivolgersi alle autorità competenti (per via diretta, oppure affidando l’aspetto burocratico ai nostri uffici).

Storicamente, soprattutto nella tradizione costruttiva viennese, materiali come l’osso (di bovino, per la maggior parte) venivano ampiamente impiegati nella realizzazione delle tastiere dei pianoforti. Attualmente anche l’uso di questi materiali è disciplinato dalle direttive CITES, sebbene con restrizioni meno severe rispetto all’avorio.
Per identificare con certezza l’avorio, basta osservare la tipica venatura incrociata, assente invece nei materiali moderni. Anche il leggero ingiallimento naturale e la superficie porosa costituiscono indizi utili per il riconoscimento.
In caso di dubbio tra avorio, osso o materiali sintetici come Ivorite e Neotex (che imitano l’avorio per estetica e texture), è indispensabile sottoporre lo strumento a un esperto per una valutazione precisa, evitando così errori o sanzioni (scopri di più)
In situazioni particolari, quando il valore storico, affettivo o economico dello strumento lo rende opportuno, è possibile sostituire integralmente la tastiera in avorio.
Ciampi Pianoforti effettua questo tipo di intervento con competenza specializzata e nel pieno rispetto delle normative vigenti (informazioni sul servizio di restauro).
Inoltre, Ciampi Pianoforti garantisce servizi specifici per il trasporto di strumenti che contengono materiali delicati come avorio, osso o ebano, gestendo tutte le procedure burocratiche necessarie per la documentazione e le autorizzazioni richieste.
