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Ciampi Pianoforti

Paolo Fazioli intervista Ciampi Pianoforti

Paolo Fazioli: pensare il pianoforte, costruire l’eccellenza

Dalla visione aziendale alla ricerca sul suono, fino al rapporto tra artigianato, innovazione e Made In Italy: una conversazione con il fondatore di FAZIOLI.

Nel mondo del pianoforte, la tradizione non è solo un’eredità da preservare, ma anche una materia viva da interrogare.
FAZIOLI si colloca esattamente in questo spazio: quello in cui la fedeltà alla storia dello strumento non esclude l’invenzione, ma anzi la rende necessaria.

Nato dalla visione di Paolo Fazioli, il marchio italiano ha costruito nel tempo un’identità precisa, fondata sul dialogo tra cultura musicale, sapere tecnico e ricerca del suono. Parlare con il suo fondatore significa allora entrare non solo nella storia di un’azienda, ma in una vera idea di pianoforte.

La filosofia FAZIOLI si fonda su alcuni principi essenziali: la scelta esclusiva del pianoforte a coda, una precisa identità sonora, la ricerca continua, l’accurata selezione dei materiali e una visione dello strumento come forma viva, aperta all’evoluzione tecnica ed estetica.

Nel suo showroom di Roma, Ciampi Pianoforti, rivenditore FAZIOLI per il Centro e Sud Italia, accompagna questo incontro attraverso ascolto, prova e consulenza.

7 domande a Paolo Fazioli

Abbiamo rivolto a Paolo Fazioli alcune domande per entrare nel cuore di questa visione: dalle origini del progetto al rapporto con i pianisti, dalla ricerca sul suono al futuro del pianoforte acustico.

  • In un tempo dominato dalla standardizzazione, FAZIOLI continua a realizzare ogni strumento individualmente, rifiutando la logica industriale. Che cosa comporta, concretamente, questa scelta in termini di metodo, tempi e responsabilità?
    La nostra non è solo una decisione produttiva: è una presa di posizione strategica, culturale e persino etica. Nel nostro caso, il tempo smette di essere un costo da comprimere e diventa un ingrediente vero e proprio del prodotto. L’attesa viene valorizzata e i clienti che sposano la nostra filosofia ne comprendono le ragioni. I nostri metodi sono mossi da un sapere tacito, che è esperienza, sensibilità, saper fare. La qualità dipende anche dalle persone e non solo da un sistema standardizzato. D’altro canto, questo comporta una maggiore responsabilità: non ci possiamo difendere dietro processi codificati perché siamo in ogni fase direttamente responsabili del risultato. Ne consegue che non competiamo sul prezzo ma sulla qualità, sull’unicità e sull’identità del nostro strumento.

  • Quanto conta oggi, nella costruzione di un grande pianoforte, il dialogo tra artigianato, ricerca scientifica, innovazione, conoscenza dei materiali? E quali sono gli aspetti su cui ritiene più decisivo continuare a investire?
    Per costruire un pianoforte secondo la filosofia Fazioli è indispensabile un dialogo continuo tra “mano e pensiero”, tra “esperienza e metodo”, affiancati dalla ricerca scientifica che consente di approfondire in modo critico la conoscenza dei complessi fenomeni fisici che sono alla base della costruzione di un pianoforte. La conoscenza dei materiali e uno studio continuo sulle potenzialità di utilizzarne di diversi, insieme alla sperimentazione, volgono al miglioramento costante della struttura e del potenziale sonoro e timbrico dei nostri pianoforti. Solo dall’integrazione di questi elementi nasce uno strumento di alta gamma, capace di distinguersi e destinato a vivere a lungo.

  • Nel corso degli anni molti interpreti di altissimo profilo hanno scelto di suonare FAZIOLI. Che cosa le ha portato il confronto con i pianisti, e quanto questo dialogo continua a incidere sull’evoluzione dei vostri strumenti?
    Nella storia del pianoforte il dialogo tra costruttori e interpreti è stato alla base delle più importanti innovazioni, e così deve continuare ad essere. Noi crediamo che il pianoforte possa e debba ancora essere oggetto di continua revisione e miglioramento, proprio per continuare ad essere il veicolo di espressione prediletto dagli artisti. Sono molto grato ai tanti artisti che fin dall’inizio, e nel corso della nostra storia, ci hanno supportato e continuano a farlo. Vedere che le giovani generazioni si avvicinano al nostro pianoforte con immediato entusiasmo è forse la più grande soddisfazione, avendo dovuto comprensibilmente vincere molte resistenze all’inizio della mia impresa.

  • Paolo Fazioli, pianista e ingegnere: in che modo queste due formazioni hanno inciso sulla nascita di FAZIOLI e sulla sua idea di pianoforte fin dagli inizi?
    Credo che senza questa mia “doppia fisionomia” non avrei potuto portare avanti la mia missione e costruire un’azienda che dopo 45 anni continua ad essere fondata sui presupposti che mi guidano sin dall’inizio. Saper suonare a un buon livello mi ha consentito di immaginare uno strumento che potesse rappresentare un’alternativa ai grandi marchi che negli anni della mia gioventù trovavo nelle scuole e nelle sale da concerto. Senza le mie competenze in ingegneria meccanica non avrei potuto affrontare i complessi aspetti tecnologici che sottendono alla costruzione di un pianoforte e intraprendere la continua opera di ricerca che, peraltro, non avrà mai fine. Vorrei anche ricordare un terzo aspetto che ha inciso nella nascita di FAZIOLI: l’impronta imprenditoriale che ho ereditato dalla mia famiglia, che mi ha permesso di immergermi nella gestione dell’azienda con maggiore consapevolezza e coraggio.

  • In un’epoca segnata dalla velocità, dal digitale e da nuove modalità di ascolto, quale futuro immagina per il pianoforte acustico di alta gamma? E quale responsabilità sente oggi un costruttore nel consegnarlo alle generazioni che verranno?
    Credo che il pianoforte acustico di alta gamma non sia in alcun modo in competizione con il digitale. Anzi, deve offrire ciò che il digitale non può replicare, cioè profondità, complessità, relazione fisica ed espressiva dell’interprete con la ricerca timbrica e sonora. Credo fermamente che il connubio tra l’umano (l’artista) e la materia viva (il legno, i materiali, le leggi acustiche) sia alla base delle emozioni che ci avvolgono quando ascoltiamo un concerto. Emozioni di cui continueremo ad aver bisogno… anzi, in un mondo dominato dall’intelligenza artificiale, ne avremo bisogno sempre di più. In questo contesto, il futuro del pianoforte non è nella quantità ma in ciò che continua a rappresentare nel mondo dell’arte. Un costruttore, a mio avviso, ha oggi la grande responsabilità di non cedere alla tentazione di semplificare questo patrimonio, ma di renderlo ancora più desiderabile dalle nuove generazioni. Deve costruire strumenti che parlino al presente, mantenendo un legame autentico con la tradizione. Sembra un paradosso, ma credo che sia questo che ne potrà garantire il futuro.

  • La vostra sede di Sacile non ospita soltanto la produzione: nel tempo è diventata anche uno spazio di ascolto, incontro e diffusione culturale grazie alla Fazioli Concert Hall, che ospita dal 2005 una stagione concertistica oggi giunta alla sua XX edizione. Che cosa rappresenta la Concert Hall all’interno della visione FAZIOLI e quale valore ha avuto, in questi anni, per il territorio? E ancora: immagina, per il futuro, ulteriori forme di apertura e condivisione capaci di avvicinare ancora di più il pubblico?
    La Fazioli Concert Hall rafforza il concetto di cui abbiamo appena parlato: risponde alla necessità di trasmettere l’amore per il pianoforte anche nel territorio. Gli artisti che in più di vent’anni si sono susseguiti in più di trecento concerti sul nostro palcoscenico ne hanno lodato la splendida acustica, che mette a suo agio tanto l’interprete quanto gli ascoltatori. Uno strumento di alto livello, sempre curato dai nostri tecnici accordatori, permette ai pianisti di esprimersi al pieno del proprio potenziale. La dimensione intima fa sentire gli spettatori immersi nell’ascolto più di quanto possa accadere in un grande teatro. Mentre quasi ovunque nell’ambiente della musica classica si lamenta l’innalzamento dell’età media del pubblico, noi notiamo invece che i giovani si stanno avvicinando con più coraggio negli ultimi anni. Crediamo che abbia a che fare con la qualità della proposta, che si basa su una triade fondamentale: interprete, pianoforte, acustica. Noto come si stia diffondendo la moda di mescolare i concerti con attrattive di altro genere, dall’offerta enogastronomica allo spettacolo di luci, per non parlare dei luoghi insoliti (a scapito delle condizioni di ascolto)… A volere tutto, non si stringe niente e, soprattutto, non si educa il pubblico. Il futuro è appunto questo: creare le condizioni perché le persone vengano a concerto per godere della grande musica. Se dovessimo usare altri stratagemmi per attrarle, significherebbe che abbiamo sbagliato qualcosa.

  • L’altissima specializzazione artigianale richiesta dalla costruzione e dalla preparazione di un grande pianoforte pone un tema di trasmissione delle competenze. In Italia, a differenza di altri contesti europei, la formazione tecnica dedicata al pianoforte non appare ancora strutturata in modo organico. Ha mai immaginato che FAZIOLI possa diventare, in futuro, anche un luogo di formazione avanzata per nuove figure specialistiche, contribuendo a colmare questo gap e a costruire una nuova generazione di professionisti del pianoforte?
    È questo un tema che sentiamo molto, ma al quale siamo ancora impreparati a rispondere. Quello che, per le nostre dimensioni, riusciamo realisticamente a fare, e non senza fatica, è formare internamente le risorse di cui abbiamo bisogno, basandoci su criteri di selezione che, più ancora delle competenze, valutano le motivazioni e le attitudini delle persone. Per il nostro tipo di produzione, infatti, c’è bisogno di maestranze dotate tanto di tecnica specialistica quanto di senso critico e di un’attenzione quasi maniacale per il dettaglio. Sostituirsi alle carenze dello Stato in materia di formazione non è purtroppo qualcosa che possiamo permetterci di fare. Quello che ci sentiamo di dire è che, almeno, i nostri giovani dovrebbero essere messi nella condizione di poter guardare fuori dai confini italiani. Basterebbe agevolare percorsi di studio riconosciuti nell’intero continente europeo, che agevolino l’accesso di studenti italiani a scuole che già esistono, ad esempio in Germania, e che favoriscano un flusso di talenti nell’ambito della tecnologia del pianoforte, capace di essere spendibile nel contesto internazionale e non necessariamente solo italiano.
Per approfondire l’universo FAZIOLI, provare gli strumenti e ricevere una consulenza dedicata, è possibile fissare un appuntamento con Ciampi Pianoforti, rivenditore per il Centro e Sud Italia.