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Ciampi Pianoforti

Pianoforte usato garantito Roma Ciampi Pianoforti

Cent’anni di vita: un pianoforte acustico non diventa mai obsoleto

Pensa agli oggetti che hai in casa. Il telefono che cambierai tra due anni, il televisore OLED già superato dal modello QNED, l’automobile che perde valore nell’istante esatto in cui lascia il concessionario. Viviamo circondati da cose progettate per essere sostituite: nascono con una data di scadenza implicita, e in fondo lo sappiamo già, quando le acquistiamo. Poi c’è il pianoforte. Un pianoforte acustico ben costruito e ben tenuto può attraversare cinquanta, ottanta, cento anni e oltre — e arrivare ai figli, e ai figli dei figli, con la stessa meravigliosa voce.

Una tecnologia che era già perfetta… un secolo fa.

Un oggetto diventa obsoleto quando partecipa a una corsa: quando esiste sempre un modello successivo, più capace, più veloce, che rende superato il precedente. Il pianoforte quella corsa l’ha conclusa più di un secolo fa. Lo strumento nasce intorno al 1700 dall’intuizione di Bartolomeo Cristofori, che alla corte medicea sostituì il pizzico del clavicembalo con una meccanica capace di percuotere la corda e di modulare il suono attraverso il tocco. Da lì, per circa un secolo e mezzo, il pianoforte si trasformò profondamente: arrivarono il telaio in ghisa, le corde in acciaio ad alta tenuta, i martelletti rivestiti in feltro, l’estensione portata a sette ottave e un terzo. Poi, verso la fine dell’Ottocento, lo strumento raggiunse la sua forma definitiva. Da allora, i grandi costruttori non lo hanno reinventato: ne hanno perfezionato la qualità. Steinway produce ancora oggi un verticale il cui impianto progettuale risale al 1903 ed è rimasto sostanzialmente invariato per oltre un secolo. Un pianoforte costruito nel 1950 e uno costruito oggi parlano esattamente la stessa lingua: stessa meccanica, stessi principi, stessa idea di suono. In altre parole: per il pianoforte acustico non esiste un “aggiornamento da scaricare”, né un modello che renda il precedente troppo “vecchio”.

Legno, feltro, acciaio: materiali senza scadenza.

La seconda ragione della longevità del pianoforte sta nei materiali di cui è fatto. Un pianoforte è essenzialmente legno, feltro, acciaio e lavoro artigianale: la tavola armonica in abete che amplifica e dà colore al suono, il somiere che tiene salda l’accordatura, le corde, la meccanica con i suoi martelletti. Sono materiali che certamente invecchiano — ma non scadono mai. Con la cura giusta, un verticale di buona fattura attraversa dai trenta ai cinquant’anni prima di chiedere interventi importanti; un gran coda ben costruito arriva con naturalezza agli ottanta, e spesso oltre il secolo. Esistono moltissimi strumenti degli anni ’80 ancora in piena salute, e che suonano oggi meglio di tanti pianoforti più giovani. (Per esempio il nostro Steinway & Sons modello B del 1990, appartenente a una generazione di Steinway particolarmente apprezzata per maturità del legno e stabilità costruttiva.)

 

Lunga vita al pianoforte!

Un pianoforte vive a lungo se si trova in un clima stabile e se viene seguito con amore. Umidità controllata, lontano dal sole diretto e dagli sbalzi di temperatura.
Accordatura una o due volte l’anno, che non serve solo a restituire intonazione allo strumento, ma a tenerne sotto controllo lo stato di salute e, periodicamente, una regolazione della meccanica.

È un lavoro che conosciamo bene. I nostri accordatori iscritti all’AIARP seguono pianoforti che in certe case, scuole e istituzioni suonano da oltre mezzo secolo, e non è raro che accordiamo oggi strumenti che abbiamo venduto — o accordato per la prima volta — diversi decenni fa.

Quando arriva il momento, il restauro.
E quando, dopo molti anni, qualcosa cede davvero — il feltro dei martelletti consumato, le corde stanche, la meccanica da rivedere — un buono strumento non si butta: si restaura.

Nel nostro laboratorio capita spesso di riportare in vita pianoforti che hanno già vissuto un’esistenza intera: si sostituiscono le corde, si rivestono i martelletti, si interviene sulla tavola armonica e sul mobile. Un restauro eseguito a regola d’arte, come quello eseguito da Ciampi per il Teatro La Fenice può aggiungere a uno strumento di qualità altri decenni — a volte un’altra vita intera.

È qui che il pianoforte rivela la sua natura più profonda di testimone. Porta i segni di chi lo ha suonato, custodisce la memoria di una casa, e può passare di mano, di stanza, di generazione restando sé stesso.

 

E il pianoforte digitale?

A questo punto la domanda sorge spontanea: e il digitale? È uno strumento diverso, con una funzione diversa, e per alcuni usi va benissimo — lo ammettiamo senza riserve. Ma è, a tutti gli effetti, elettronica: un suono campionato che poco ha a che fare con la magia dell’acustico. La vita utile di una tastiera digitale si misura in dieci, forse quindici anni. I componenti invecchiano, i modelli vengono superati, e prima o poi software e ricambi smettono di essere supportati, come quelli del telefono di cui parlavamo poco fa. Per questo motivo, da oltre 80 anni, Ciampi Pianoforti ha scelto la strada più difficile, quella in cui la domanda giusta non è “quanto costa?“, ma “quanto dura?“, ovvero la vendita esclusiva di pianoforti acustici.

Vendere ciò che dura

Quello dei pianoforti è un mercato lento — più lento di molti altri, e per certi versi, meno “furbo”. Chi vende un oggetto costruito per durare cent’anni rinuncia in partenza alla logica che muove gran parte del commercio di oggi, quella del riacquisto continuo. Anzi: il risultato migliore del nostro lavoro è che un pianoforte resti in una casa per decenni, senza che nessuno debba sostituirlo. In un’economia organizzata intorno alla velocità — l’abbonamento, l’acquisto in due click — un mestiere come il nostro può sembrare… un controsenso. E invece una sua logica esiste, anche competitiva. Quando vendi qualcosa che attraversa le generazioni puoi fondare l’attività sulla fiducia, l’unico capitale che dura quanto lo strumento. Si torna per un’accordatura, per un consiglio, per il primo pianoforte di un figlio — e perché, vent’anni prima, qualcuno ha consigliato bene.

Pianoforti nuovi e usati d’occasione

Nel nostro showroom di Via Vespasiano 34 troverete due tipologie di pianoforti per l’acquisto: quelli nuovi, che aspettano di trovare la loro prima casa, e la nostra selezione di pianoforti “Preloved” – usato d’occasione – che una vita l’hanno già vissuta e si preparano alla prossima. Li trattiamo con la stessa cura, perché sappiamo che nessuno dei due porta una data di scadenza.
Un pianoforte si sceglie per il tempo più lungo possibile: il tuo, e quello di chi verrà dopo di te.
Qualunque sia il tuo piano, per noi sei un grande pianista.