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Ciampi Pianoforti

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Il caldo, l’umidità e il pianoforte: cosa succede d’estate (e come intervenire in autunno)

Un pianoforte sembra un oggetto solido, immutabile. In realtà è fatto di legno, feltro, metallo — materiali vivi, che “respirano”. E come tutto ciò che respira, sente le stagioni. L’estate, in particolare, mette il pianoforte alla prova: non tanto per il caldo in sé, quanto per gli sbalzi di umidità che porta, tra afa, finestre aperte e aria condizionata.

Capire cosa succede dentro lo strumento nei mesi caldi — e mettere in pratica poche, semplici precauzioni — è il modo migliore per proteggerlo.

Il legno e l’estate

Il cuore sonoro del pianoforte è la tavola armonica, una sottile lastra di abete che amplifica le vibrazioni delle corde. L’abete è un materiale igroscopico: significa che assorbe l’umidità presente nell’aria quando questa aumenta e la rilascia quando diminuisce. Per questo motivo la tavola armonica si espande e si ritira continuamente durante l’anno.

È una dinamica che i nostri esperti descrivono così: l’umidità agisce sulla tavola armonica in abete, mentre la temperatura dilata e contrae le parti in metallo, corde comprese. D’estate i due effetti si sommano. Ecco perché uno strumento perfettamente accordato in primavera, a settembre può suonare diversamente.

Troppa o troppo poca umidità?

I problemi del pianoforte si presentano agli estremi. Quando l’umidità sale troppo — e nelle nostre estati può salire parecchio — il feltro e le guarnizioni della meccanica si dilatano: i tasti diventano lenti o si bloccano, il suono si fa opaco, le parti metalliche rischiano la ruggine. Quando invece l’aria è troppo secca — ed è spesso l’aria condizionata a creare tale condizione — il legno si ritira, possono verificarsi scollamenti e nei casi peggiori la tavola armonica può fessurarsi: il danno più serio di tutti.

Esiste un margine di sicurezza. Fazioli indica un intervallo ampio: l’umidità relativa non dovrebbe mai scendere sotto il 30% né superare il 70%. La condizione ideale, su cui concorda gran parte dei tecnici, è lievemente più stretta — intorno al 50–60%, con una temperatura vicina ai 20 °C. Basta un semplice igrometro, tenuto vicino al pianoforte, che controlla il valore in modo costante (un piccolo investimento che si rivela davvero utile). Esistono modelli che registrano anche i valori massimi raggiunti, in modo da monitorare la situazione anche non siamo in casa.

Dove tenerlo nei mesi caldi

Buona parte della protezione è una questione di collocazione, e vale tutto l’anno — ma d’estate conta di più. Le indicazioni dei costruttori convergono: tenere il pianoforte lontano dalle pareti esterne e dalle finestre, che sono i punti della casa più esposti agli sbalzi della temperatura esterna; evitare che il sole lo colpisca direttamente, perché il calore concentrato può tendere e spaccare legno e vernice; mantenerlo a più di un metro da qualsiasi fonte di calore.

C’è poi un’accortezza tipicamente estiva: attenzione al condizionatore troppo vicino allo strumento. Un getto d’aria fredda e secca puntato sul pianoforte crea esattamente le condizioni da evitare. Meglio una posizione defilata, contro una parete interna, a qualche centimetro dal muro perché l’aria possa circolare. E nei giorni più afosi o di pioggia, conviene tenere chiuse le finestre della stanza e abbassare il coperchio dopo aver suonato.

Quando parti per le vacanze e il pianoforte resta solo

Ad agosto molte case restano chiuse per settimane, e il pianoforte resta solo. L’errore da evitare è “sigillarlo” in una stanza con le persiane abbassate che fa “effetto forno”. Lo strumento preferisce un ambiente stabile e ombreggiato, con un minimo di ricambio d’aria. Niente di complicato. È, in fondo, lo stesso clima in cui staremmo bene anche noi.

 

Dopo l’estate, l’accordatura

C’è un fenomeno che i nostri accordatori conoscono da anni: il “boom” di richieste per le accordature di settembre e ottobre. Avendo assorbito umidità per tutta l’estate, il pianoforte cambia intonazione, soprattutto nella zona centrale della tastiera — che può variare anche di qualche hertz.

Per questo l’accordatura va programmata in armonia con le stagioni. I nostri brand Fazioli e Yamaha raccomandano almeno una o due accordature l’anno.
I nostri accordatori, iscritti all’AIARP, intervengono non solo per rimettere in intonazione lo strumento, ma per controllarne lo stato di salute complessivo. E se la stanza è davvero difficile — una casa al mare, un ambiente molto variabile — esistono sistemi di controllo dell’umidità che si installano nel pianoforte e lo mantengono stabile tutto l’anno: in quei casi vale la pena parlarne con noi > info@ciampi.it 

 

Un pianoforte ben conservato dura una vita

Un pianoforte acustico è progettato per accompagnare più generazioni. Il caldo estivo, da solo, non lo rovina. Sono gli sbalzi improvvisi di temperatura e umidità a mettere sotto stress il legno e la meccanica. Con qualche attenzione quotidiana e una manutenzione regolare, lo strumento continuerà a offrire il meglio di sé per decenni.

Per qualsiasi dubbio sulla cura del tuo pianoforte, o per programmare un’accordatura, contattaci tramite il pulsante WhatsApp in questa pagina.

Qualunque sia il tuo piano, per noi sei un grande pianista.